La figura biblica di Abramo

La figura biblica di Abramo

Abramo era un pastore nomade di Ur nel sud della Mesopotamia. Si colloca storicamente verso il 1800 a.c. Il racconto della sua storia inizia nel libro della Genesi al capitolo 12 con la sua vocazione cioè la sua chiamata da parte di Dio. Dio dice ad Abramo di lasciare la sua terra e di dirigersi verso una nuova terra che Lui stesso gli darà. Abramo parte, affidandosi a quella voce divina, e dopo un lungo viaggio, si stanzia in Palestina.

Abramo monolatra: Abramo è molto venerato dalla tre religioni monoteistiche perché si può dire che è il primo monoteista della storia, anzi precisamente fu un monolatra.

Infatti mentre il monoteismo consiste nel credere che si sia un solo Dio, la monolatria (adorazione di un solo Dio, vedi p. 102) si ha quando un popolo adora un certo Dio e si lega a lui ma non esclude l'esistenza di altri dai adorati da altri popoli.

Tre doni di Dio ad Abramo: Alleanza, Discendenza e Terra: Dio dona ad Abramo la sua Alleanza (con lui e col popolo che da lui nascerà), una numerosa discendenza ed una terra. In cambio Dio non chiede niente ad Abramo e ai suoi discendenti: solo la circoncisione come segno sulla carne, segno che si appartiene a Jahwé.

I tre patriarchi e le dodici tribù (p. 114): Abramo, Isacco e Giacobbe sono i tre patriarchi (grandi padri) di Israele. Abramo generò Isacco (e Ismaele dalla schiava Agar), Isacco generò Giacobbe e Giacobbe generò i dodici figli che furono i capostipiti delle dodici tribù che compongono il popolo di Israele.

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