Nonviolenza evangelica e gandhiana

LA NONVIOLENZA EVANGELICA DI GESU'

Matteo 5, 38-48Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. Da' a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle.
Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.

Lettera di Paolo ai Romani 12, 17-18.21Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti. Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male.

Prima lettera di Pietro 3,9 Non rendete male per male, né ingiuria per ingiuria, ma, al contrario, rispondete benedicendo; poiché a questo siete stati chiamati per avere in eredità la benedizione.

Prima lettera di Paolo ai Tessalonicesi 5, 15Guardatevi dal rendere male per male ad alcuno; ma cercate sempre il bene tra voi e con tutti.

Matteo 26, 50b-52 Allora si fecero avanti e misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù, messa mano alla spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: «Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada.

 

 

LA NONVIOLENZA GANDHIANA

Cosa Gandhi dice di sé:Non pretendo di essere perfetto. Ma pretendo di essere un appassionato ricercatore della Verita', la quale non e' altro che un sinonimo di Dio. E' nel corso di tale ricerca che ho scoperto la nonviolenza. La diffusione di essa e' la missione della mia vita. Non ho altri interessi nella vita che lo svolgimento di questa missione. ("Harijan", 7 luglio 1940).

Che cos’è la nonviolenza: La nonviolenza e' la legge della razza umana ed e' infinitamente piu'grande e piu' potente della forza bruta. Essa non puo' essere di alcun aiuto a chi non possiede una fede profonda nel Dio dell'Amore.

Politica e religione: E' per questo che la mia devozione alla Verita' mi ha condotto alla politica; e posso dire senza alcuna esitazione,anche se con assoluta umiltà, che coloro che affermano che la religione non ha nulla a che fare con la politica non sanno che cosa significa religione.

Economia ed etica: Devo confessare che tra economia ed etica non traccio nessuna linea divisoria. L'economia che permette ad un paese di depredarne un altro è immorale. E' peccaminoso comprare e usare articoli fatti da mano d'opera sfruttata. E' peccaminoso comprare grano americano condannando alla fame, per mancanza di clienti, il commerciante di grano proprio vicino. (YoungIndia 1921).

L'economiacheignoriononconsideriivalorimoralièmenzognera.(YoungIndia1924).

Mezzi e fini devono essere omogenei ovvero il fine non giustifica i mezzi: Mezzi impuri producono un fine impuro... Non si puo' raggiungere la verità con la falsità. Soltanto con una condotta libera da ogni falsità si puo' raggiungere la verita'. Non si può ottenere una rosa piantando della gramigna... I mezzi possono essere paragonati al seme, e il fine all'albero; tra i mezzi e il fine vi e' lo stesso inviolabile rapporto che esiste tra il seme e l'albero. (Hind Swaraj or Indian home rule, cap. XVI, in Gandhi, Teoria cit., p. 44).

Meglio la violenza della codardia: Credo che nel caso in cui l'unica scelta possibile fosse quella tra la codardia e la violenza, io consiglierei la violenza... Tuttavia sono convinto che la nonviolenza e' infinitamente superiore alla violenza, che il perdono e' cosa piu' virile della punizione. ("Young India", 11 agosto 1920,in Gandhi, Teoria cit., pp. 18-19). Sebbene la violenza non sia lecita, quando viene usata per autodifesa o a protezione degli indifesi,essa e' un atto di coraggio, di gran lunga migliore della codarda sottomissione. Quest'ultima non reca beneficio a nessun uomo e a nessuna donna. Nella violenza esistono molti gradi e varietà di coraggio. Ciascun uomo deve saperli giudicare da solo. Nessun altro puo' farlo o ha il diritto di farlo al suo posto. ("Harijan", 27 ottobre 1946, in Gandhi, Teoria cit.,p. 22).Ricordo un incidente avvenuto vicino a Bettiah, quando la non-collaborazione era al suo apice. Erano state saccheggiate le case di alcuni abitanti di un villaggio. Questi erano fuggiti lasciando le mogli, i figli e i parenti alla merce' dei saccheggiatori. Quando io li rimproverai per la codardia che avevano dimostrato non compiendo il loro dovere, essi impudentemente si appellarono alla dottrina della nonviolenza. Io denunciai pubblicamente la loro condotta e affermai che la mia nonviolenza giustificava pienamente la violenza usata da coloro che non credevano nella nonviolenza e che erano chiamati a difendere l'onore delle loro donne e dei loro bambini. La nonviolenza non e' una giustificazione per il codardo, ma e' la suprema virtù del coraggioso. La pratica della nonviolenza richiede molto più coraggio della pratica delle armi. La codardia e' assolutamente incompatibile con la nonviolenza.

 

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