I miracoli di Gesù

I miracoli di Gesù

 

Luca 4,38-44 Uscito dalla sinagoga entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Chinatosi su di lei, intimò alla febbre, e la febbre la lasciò. Levatasi all'istante, la donna cominciò a servirli.

Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano demòni gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era il Cristo.

Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e volevano trattenerlo perché non se ne andasse via da loro. Egli però disse: «Bisogna che io annunzi il regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

 

All'età di trenta anni Gesù lascia tutto per andare nei villaggi a predicare il regno di Dio che viene.

Per Gesù di Nazareth il Regno di Dio che viene si manifesta concretamente 1) nelle guarigioni e negli esorcismi che egli stesso compie e 2) nel suo accogliere e nel sedere a mensa insieme agli esclusi e ai peccatori (lebbrosi, pubblicani, prostitute), quelli che il sistema politico-religioso emargina.

 

Storicità dei miracoli di Gesù

I racconti dei miracoli di Gesù sono massicciamente presenti nei Vangeli (circa ½ del Vangelo di Marco è costituito da racconti di miracoli compiuti da Gesù) e inoltre troviamo attestazioni sui miracoli di Gesù non solo nei Vangeli ma anche fuori dalla Bibbia, ad esempio nel Talmud e in uno scritto dello storico giudaico Giuseppe Flavio. Scrive Walter Kasper, “non c'è alcun esegeta serio che non ammetta un nucleo di miracoli storicamente certi che Gesù ha operato”.

Questo significa che, anche se non si può giurare sulla completa storicità di ogni singolo racconto di miracolo, pare ormai assodato che Gesù abbia compiuto guarigioni ed esorcismi.

 

Quali caratteristiche presentano i miracoli di Gesù?

Da una lettura profonda e complessiva dei testi evangelici viene fuori che:

  1. I miracoli di Gesù non sono per niente spettacolari ed eclatanti. Spesso anzi essi consistono in un semplice gesto accompagnato da una parola.

  2. Gesù non faceva i miracoli per essere ammirato o considerato tanto è vero che spesso chiedeva ai miracolati di non far parola con nessuno di quello che era accaduto.

  3. Egli non compie miracoli quando gli chiedono un miracolo per metterlo alla prova e non usa mai il miracolo come un mezzo per far nascere la fede in lui. A Nazareth infatti non potè operare nessun prodigio perchè lì le persone avevano manifestato diffidenza nei suoi confronti

 

Qual è il senso dei miracoli che Gesù compiva?

I suoi miracoli, come abbiamo visto, sono per lui segni del regno di Dio che viene e dunque essi sono strettamente collegati con la sua predicazione del Regno di Dio che sta per venire.

Con gli esorcismi che egli compie, il regno di Dio avanza mentre il regno di satana indietreggia.

Con le guarigioni invece Dio dona vita e liberazione a chi era schiacciato dalle forze oppressive della malattia e del male.

Gesù crede fortemente che l'avvicinarsi della presenza di Dio possa sanare l'uomo da questi mali.

Gesù sente profonda compassione e misericordia per i sofferenti e questo lo spinge ad operare guarigioni. Il verbo utilizzato nel testo evangelico e tradotto con “provare misericordia” è splagnizomai che sta ad indicare proprio un movimento interiore profondo che si “somatizza” nella pancia.

Vediamo alcuni testi: “Sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati” (Mt. 14,14); “Venne a lui un lebbroso […] mosso a compassione stese la mano, lo toccò e disse”Lo voglio, guarisci!” (Mc. 1, 40-41); “Ed ecco due ciechi, seduti lungo la strada [ … ] Gesù si commosse, toccò loro gli occhi e subito recuperarono la vista e lo seguirono” (Mt. 29-34); “Sbarcando vide molta folla e si commosse per loro perchè erano come pecore senza pastore” (Mc. 6, 34); “Sento compassione per questa folla perchè già da tre giorni mi stanno dietro e non hanno da mangiare” (Mc. 8, 2); “Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: “Non piangere!” (Lc. 7, 13).

 

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